Perché i “bricioli” stanno scomparendo?
Le novità nel laboratorio dei Biscotti di Prato
La storia del forno Mattei è lunga: attraversa due secoli e mezzo e ha visto susseguirsi generazioni diverse, insieme a tanti cambiamenti.
Grandi eventi storici hanno fatto da sfondo alla nostra piccola storia artigiana. Nel frattempo sono cambiati macchinari, tecnologie e metodi di lavoro.
Ma ci sono due cose che non cambieranno mai:
il luogo di produzione, siamo sempre qui, in via Ricasoli,
e l’amore che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro.
DAI FORNI A LEGNA AI PRIMI MACCHINARI
Il cammino dalla metà dell’Ottocento ai giorni nostri è stato lungo, ma ricco di innovazioni.
Dalla fondazione nel 1858 fino agli anni ’50 del Novecento si cuoceva esclusivamente nei forni a legna.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento arrivarono i primi macchinari industriali:
le impastatrici a cinghia e la forma-pasta per gli spaghetti, strumenti che permisero di migliorare e velocizzare il lavoro senza rinunciare alla qualità.

GLI ANNI DELLE GRANDI INNOVAZIONI
Nel 1950 il laboratorio si arricchisce di nuove tecnologie: le impastatrici elettriche il primo forno a tunnel i forni a gas la taglierina elettrica Negli anni ’90 arrivano altre importanti novità: la filonatrice, un nuovo forno a tunnel e i primi forni ventilati, che permettono una cottura più uniforme.
LA NOVITÀ DEL 2025… E IL “CASO” DEI BRICIOLI
Nel 2025 il laboratorio si è ulteriormente rinnovato con: nuovi forni rotor nuove impastatrici una nuova colatrice per l’impasto dei biscotti. Ed è proprio questa ultima innovazione ad aver provocato un piccolo… brontolio nella nostra bottega di Prato.
Molti clienti affezionati venivano apposta a comprare gli scarti di produzione, cioè i biscotti rotti o leggermente più tostati. Questi pezzi sono conosciuti da tutti con un nome affettuoso: i “bricioli”.
Spesso sono le parti finali dei filoncini, quelle più cotte, più tostate e quindi ancora più saporite e croccanti.

COSA È CAMBIATO NELLA PRODUZIONE
Con il nuovo sistema i filoncini di biscotti vengono colati sulle teglie nel senso della lunghezza, e non più della larghezza. Questo significa che: sulle teglie ci sono 5 filoncini più lunghi prima invece erano 10 più corti Di conseguenza, le parti finali dei filoncini - quelle più cotte - sono circa la metà. A questo si aggiunge un altro miglioramento importante: grazie ai nuovi forni e alle nuove tecnologie, la cottura è molto più uniforme. Le parti ben cotte finiscono nei sacchetti insieme agli altri biscotti e diventano sempre più rare quelle molto scure o quasi bruciate che venivano scartate.
Il risultato? Meno spreco e biscotti sempre più perfetti. Anche se, dobbiamo dirlo, per gli amanti dei bricioli questa non è proprio una buona notizia.
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PICCOLA CURIOSITÀ
Per molti clienti i bricioli erano quasi una tradizione: si passava in bottega proprio per comprarli, perché erano più tostati, più croccanti e più intensi nel sapore. Oggi, con le nuove tecnologie, succede sempre più raramente che si formino. Segno che la produzione è diventata più precisa e più efficiente.
TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Dalla metà dell’Ottocento ad oggi molte cose sono cambiate. Abbiamo introdotto nuovi macchinari e portato avanti una ricerca continua della qualità, sia nelle materie prime sia nei metodi di produzione, con un unico obiettivo: migliorarci sempre, nel massimo rispetto del prodotto finale.
E vi assicuro che la soddisfazione è grande quando le cose sono fatte con cura e riescono bene.
Ce lo confermano le facce sorridenti dei nostri clienti… anche se ultimamente qualcuna è un po’ più malinconica per la rarità dei tanto amati “bricioli”.
Letizia Pandolfini