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Il Biscottificio


Più di 150 anni fa, in Via dell’Appianato, poi diventata Via Ricasoli (il Risorgimento era appena iniziato,  le vie e piazze Cavour, Garibaldi, Mazzini sarebbero apparse qualche decennio dopo) Antonio Mattei, un fornaio e pasticciere pratese, apriva il suo biscottificio e negozio. Mattei era un artigiano, di origini umili, ma ha avuto un ruolo nella nascita della gastronomia italiana.

Pellegrino Artusi, che era suo amico (e gli era debitore della ricetta della torta Mantovana, rivelata a Mattei da due monache pellegrine per ringraziarlo dell’ospitalità ricevuta a casa sua), lo cita e ne lascia due ritratti di lui nella sua fondamentale “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” , parlando della torta Paradiso

“Avendo un giorno, il mio povero amico Antonio Mattei di Prato (del quale avrò occasione di riparlare), mangiata in casa mia questa pasta ne volle la ricetta, e subito, da quell’uomo industrioso ch’egli era, portandola a un grado maggiore di perfezione e riducendola finissima, la mise in vendita nella sua bottega. Mi raccontava poi essere stato tale l’incontro di questo dolce che quasi non si faceva pranzo per quelle campagne che non gli fosse ordinato. Così la gente volenterosa di aprirsi una via nel mondo coglie a volo qualunque occasione per tentar la fortuna, la quale, benché dispensi talvolta i suoi favori a capriccio, non si mostra però mai amica agl’infingardi e ai poltroni”

e della Stiacciata:

“La dose di questa stiacciata e la ricetta della torta mantovana mi furono favorite da quel brav’uomo, già rammentato, che fu Antonio Mattei di Prato; e dico bravo, perch’egli aveva il genio dell’arte sua ed era uomo onesto e molto industrioso; ma questo mio caro amico, che mi rammentava sempre il Cisti fornaio di messer Giovanni Boccaccio, morì l’anno 1885, lasciandomi addoloratissimo. Non sempre sono necessarie le lettere e le scienze per guadagnarsi la pubblica stima; anche un’arte assai umile, accompagnata da un cuor gentile ed esercitata con perizia e decoro, ci può far degni del rispetto e dell’amore del nostro simile.”

Sotto rozze maniere e tratti umili / Stanno spesso i bei cuori e i sensi puri; / Degli uomini temiam troppo gentili, / Quai marmi son: lucidi, lisci e duri

I figli di Mattei non si erano molto interessati dell’attività di Antonio, ma tra i ragazzi che stavano da lui a bottega ce n’era uno che in particolare mostrava talento e passione: era Ernesto Pandolfini, il nonno di Marcella, Elisabetta, Francesco e Letizia. Ernesto, senza genitori,  era allevato come un figlio da sua zia Italia: che si accordò con i Mattei e rilevò nel 1908 il Biscottificio per il suo nipote. E inizia così la storia di tre generazioni di produttori artigiani di buoni biscotti…